Scheda e criteri di edizione

Scheda e criteri di edizione

Per una descrizione scientifica dei toponimi.

1) Scrittura ufficiale del toponimo in carattere grassetto della denominazione del luogo, tratta da fonti cartografiche, d’archivio e bibliografiche.
Può mancare nel caso nessuna fonte scritta riporti il toponimo.
Può essere l’unica nel caso non abbia corrispondenza nella tradizione popolare.
Vengono fatti seguire da * in apice (es. Acquatorio *) i nomi non cartografati ed assenti dalla tradizione orale. Si considerano “non cartografati” i toponimi che non figurano nei catasti (es. il catasto napoleonico CN o il catasto austriaco CA), né nelle carte topografiche e mappe e che vengono quindi solo descritti ma non precisamente localizzati.
Indicazioni di eventuali varianti.

2) Scrittura dialettale del toponimo, in carattere grassetto corsivo, secondo le norme di trascrizione fonetica.
Può essere l’unica nel caso ricorra solo nella tradizione orale.

3) Localizzazione geografica del toponimo, utilizzando il reticolato della carta IGM al 25000. Le prime due cifre della sigla numerica indicano il meridiano, le altre due il parallelo.

E da considerare “probabile ma non certa” quando sia riferita ai nomi non cartografati e quindi seguiti da *.
Viene sostituita dal punto di domanda quando la localizzazione è impossibile.

4) Elenco delle fonti da cui è tratto il toponimo; vengono abbreviate in sigle seguite, tra parentesi tonde e in carattere corsivo, dalle eventuali varianti o forme precedenti.

5) Descrizione geografica attuale del luogo
cui il toponimo si riferisce. Sono in carattere corsivo le citazioni da fonti.

6) Spiegazione etimologica del toponimo, registrando le più valide ipotesi proposte in studi di toponomastica o avanzando eventuali più precise spiegazioni. Si usa il carattere corsivo per la scrittura degli etimi, delle citazioni in lingua latina e dei termini ed espres­sioni dialettali.

7) Comune attuale
a cui appartiene il toponimo.

8) Tipologia del toponimo:

  • medioevale,
  • di formazione prediale,
  • indica attività agricole,
  • indica attività produttive ed extra agricole,
  • indica attività silvo pastorali,
  • indica fauna,
  • indica nomi di famiglia o di persona,
  • indica presenza di acqua,
  • indica un corso d'acqua,
  • indica un edificio,
  • indica una contrada,
  • indica una strada,
  • indica vegetazione,
  • legato alla morfologia del terreno.


Per non appesantire il testo, si è ritenuto opportuno non dare la precisa indicazione delle pagine da cui sono tratte le citazioni quando queste siano inserite in dizionari ed alfabeticamente disposte, limitando il riferimento all’autore e all’anno di pubblicazione dell’opera. Inoltre è stata omessa la citazione della fonte quando l’etimologia sia concordemente riportata nei più diffusi vocabolari della lingua italiana.

Nonostante la maggior parte delle parole, che continuano quelle latine, derivino da un caso obliquo (soprattutto dall’accusativo) anziché dal nominativo, si è evitata la scrittu­ra dell’accusativo con la m tra parentesi tonde (scrivendo quindi campus per campu(m), salvo il caso dei nomi neutri o di quelli medievali in um), che è stata utilizzata solo per i vocaboli della seconda declinazione in -er e della terza declinazione nei quali la differenza tra nominativo ed accusativo è tale da ingenerare dubbi sulla derivazione (es.: calce(m) per il nominativo calx).
Quando l’etimo non è attestato ma solo ricostruito per via ipotetica, la voce è preceduta da un asterisco (es.: *nava).
Per quanto concerne i numerosi etimi latini, si precisa che il termine:

- latino indica il latino classico fino al I secolo d.C.;
- tardo latino indica il latino dei secoli compresi tra il II e il V secolo;
- latino medievale
indica quello dell’Alto Medioevo (tra V e XI secolo) e del Basso Medioevo (tra XI e XV secolo).

Si sono mantenute le diverse indicazioni (parlato, volgare, ecc.), gene­ralmente riferite al latino “parlato ma non scritto” utilizzato a partire dal I secolo d.C., se contenute in citazioni di testi.