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Toponomastica bresciana e toponomastica online: dall'esperienza del Garda Bresciano alla raccolta dei toponimi attraverso Internet.
Intervento al convegno sulla toponomastica del 26 gennaio 2013 a Bergamo.
 
Ascolta l'intervento audio

Oltre alle normative riguardo all'adozione dei nomi delle vie e piazze pubbliche, sarebbe utile fare il punto sulle ricerche di toponomastica locale.
Dare il nome significa dare vita, nel nome il tuo destino, nel nome la tua storia, nel nome il significato e il senso.
Un luogo senza un nome è un luogo che non esiste, un "non-luogo".
Allora il luogo con un nome diventa riconoscibile, diventa un "posto" che il nome "norma" "ordina" e "sistema".
Il posto è un luogo riconoscibile e identificato dal nome.

Qualche mese fa ho letto di una popolazione aborigena in cui stavano accadendo molti suicidi.
Non si capiva il motivo, perché succedessero quegli inspiegabili suicidi.
La spiegazione fu trovata nella mancanza di un nome.
Non c'era un nome per la depressione, l'esaurimento, l'alienazione o quello che oggi chiamiamo stress.

Dunque, anche il nome di un luogo ha molta importanza per la storia e la cultura di una popolazione e di una comunità. Come dice Antonio Tiraboschi, citato da Mimmo Boninelli, "la storia di un paese comincia dal suo nome".
Purtroppo la ricchezza dei suoi significati è smarrita nelle vicende del tempo e nei cambiamenti linguistici e sociali.
Certamente non è facile rintracciarla e ricostruirla.
Però possiamo preservarla come un tesoro della nostra storia.

Ecco, il mio intervento intende allargare l'orizzonte alle ricerche fatte in questo campo sul Garda bresciano, un'area prossima a noi territorialmente ma soprattutto culturalmente e linguisticamente per un dialetto che ci accomuna.
Liloni, che interviene dopo di me, potrà dire qualcosa di interessante al riguardo.

Inoltre vorrei soffermarmi sull'uso di Internet per la raccolta e la valorizzazione dei toponimi e in particolare per la formazione di un set di dati aperto e disponibile come "Open data", da distribuire in modo facile e gratuito per gli usi più diversi, dalla didattica al turismo, dalla ricerca locale allo studio e governo del territorio.

Sui Quaderni di Archivio Bergamasco ho scritto una breve recensione sui libri di toponomastica editi dall'Ateneo di Salò.
Si tratta di tre volumi in cui sono elencati i toponimi di tre importanti Comuni del Garda bresciano: Salò, Toscolano Maderno, San Felice al Benaco.
Sono stati realizzati dallo stesso gruppo di ricerca, formato da tre studiosi:
- Piercarlo Belotti, purtroppo scomparso;
- Antonio Foglio;
- Gianfranco Ligasacchi.

L'interesse per queste pubblicazioni, che mi hanno prima incuriosito e poi conquistato, riguarda il metodo usato per la raccolta e la redazione dei toponimi e la ricchezza delle mappe che le corredano.
Perciò ho realizzato il sito Internet: www.toponomastica.eu
affinché questi materiali e altri fossero accessibili a tutti, in particolare ai ricercatori e appassionati di storia locale e toponimi, e potessero attingere alle linee guida del metodo usato dai bresciani per il loro repertorio.

Osserviamo meglio di cosa si tratta soffermandoci sui criteri di edizione adottati per una descrizione scientifica dei toponimi.
1) Scrittura ufficiale del toponimo in carattere grassetto, tratta da fonti cartografiche, d’archivio e bibliografiche. Può mancare nel caso nessuna fonte scritta riporti il toponimo.
Può essere l’unica nel caso non abbia corrispondenza nella tradizione popolare.
Vengono fatti seguire da un asterisco in apice i nomi non cartografati ed assenti dalla tradizione orale.
Si considerano “non cartografati” i toponimi che non figurano nei catasti (ad esempio il catasto napoleonico CN o il catasto austriaco CA), né nelle carte topografiche e mappe e che vengono quindi solo descritti ma non precisamente localizzati.
Eventuale indicazione di varianti.

2) Scrittura dialettale del toponimo in carattere grassetto corsivo, secondo le norme di trascrizione fonetica. Può essere l’unica nel caso ricorra solo nella tradizione orale.

3) Localizzazione geografica del toponimo, utilizzando il reticolato della carta IGM al 25000. Le prime due cifre della sigla numerica indicano il meridiano, le altre due il parallelo.
Queste indicazioni, facilmente convertibili in latitudine e longitudine, sono fondamentali per l'identificazione e la collocazione del toponimo sulla carta geografica e in particolare sulle mappe accessibili via Internet, come Google maps, Bing maps, ViaMichelin e le altre, usando computer e cellulari e quindi utili per proporre degli itinerari turistici innovativi.
La localizzazione è da considerare “probabile ma non certa” quando sia riferita ai nomi non cartografati e quindi seguiti da asterisco. Viene sostituita dal punto di domanda quando la localizzazione è impossibile.

4) Elenco delle fonti da cui è tratto il toponimo; vengono abbreviate in sigle seguite dalle eventuali varianti o forme precedenti, tra parentesi tonde e in carattere corsivo.

5) Descrizione geografica attuale del luogo cui il toponimo si riferisce. In corsivo le citazioni da fonti.

6) Spiegazione etimologica del toponimo, registrando le più valide ipotesi proposte in studi di toponomastica o avanzando eventuali più precise spiegazioni. Si usa il carattere corsivo per la scrittura degli etimi, delle citazioni in lingua latina e dei termini ed espressioni dialettali.

7) Indicazione del Comune attuale a cui appartiene il toponimo.

8) Tipologia del toponimo:
   - toponimo medioevale,
   - toponimo di formazione prediale,
   - toponimo che indica attività agricole,
   - toponimo che indica attività produttive ed extra agricole,
   - toponimo che indica attività silvo pastorali,
   - toponimo che indica fauna,
   - toponimo che indica nomi di famiglia o di persona,
   - toponimo che indica presenza di acqua,
   - toponimo che indica un corso d'acqua,
   - toponimo che indica un edificio,
   - toponimo che indica una contrada,
   - toponimo che indica una strada,
   - toponimo che indica vegetazione,
   - toponimo legato alla morfologia del terreno.

La tipologia può essere ampliata, integrata e più dettagliata.

9) Indicazioni redazionali.
Per non appesantire il testo, è opportuno non dare la precisa indicazione delle pagine da cui sono tratte le citazioni quando queste siano inserite in dizionari ed alfabeticamente disposte, limitando il riferimento all’autore e all’anno di pubblicazione dell’opera.
Inoltre si può omettere la citazione della fonte quando l’etimologia sia concordemente riportata nei più diffusi vocabolari della lingua italiana.
Quando l’etimo non è attestato ma solo ricostruito per via ipotetica, la voce è preceduta da un asterisco.

Per quanto concerne i numerosi etimi latini, si precisa che il termine:
- latino indica il latino classico fino al I secolo d.C.;
- tardo latino indica il latino dei secoli compresi tra il II e il V secolo;
- latino medievale indica quello dell’Alto Medioevo (tra V e XI secolo) e del Basso Medioevo (tra XI e XV secolo).
Se contenute in citazioni di testi, si mantengono le diverse indicazioni (parlato, volgare, ecc.), generalmente riferite al latino “parlato ma non scritto” utilizzato a partire dal I secolo d.C.

In questi tre volumi sono elencati e descritti circa 3 mila toponimi. Molti toponimi sono facilmente rintracciabili in area bergamasca e potrebbero essere una base del nostro repertorio.

In Trentino ne sono stati raccolti oltre 200 mila, di cui circa 100 mila sono accessibili online, seppure con strumenti informatici piuttosto datati ed essenziali. Ma con il merito di avere messo online tutte le schede con una semplice identificazione geografica, che tralascia la ricerca del sginificato dei toponimi. Tuttavia, molte voci hanno persino l'audio della loro pronuncia. Si tratta di una banca-dati dell'odonomastica (più raramente odonimia) che indica la denominazione delle strade e delle aree di circolazione di un centro abitato.
Un progetto per ora unico, curato dalla Soprintendenza Archivistica.

In Svizzera, il Canton Ticino ha rintracciato e schedato ben 60 mila toponimi, ha pubblicato 28 volumi e altri sono in corso.
Purtroppo, per quel che mi risulta, non sono online, se non come il file Pdf delle pubblicazioni.
Il progetto è curato dall'Archivio di Stato e dall'Università di Zurigo.
E' partito nel 1964 e ha coinvolto 800 collaboratori.
La particolarità di questo progetto è la sua differenziazione in due modalità di presentazione dei dati:
- una modalità semplificata che punta alla salvaguardia di due aspetti fondamentali dei toponimi ticinesi: la forma originaria e locale, in genere è la forma dialettale e la localizzazione esatta del luogo del toponimo che insieme formano l'Archivio dei Nomi di Luogo (ANL).
- una modalità scientifica che approfondisce l'origine etimologica, l'interpretazione e le forme archivistico-documentarie dei toponimi, nel Repertorio Toponomastico Ticinese (RTT).

La Regione Sardegna ha realizzato un ottimo portale geografico dei toponimi, ma è forse sin troppo complesso e difficile nell'accesso.

La Regione Piemonte ha un atlante toponomastico montano con un ottimo comitato scientifico e redazionale di una quindicina di persone ma che online non mostra molti dati.

La Regione Lombardia aveva dato vita ad un repertorio di nome THEO comparso per qualche tempo su Internet, ma ora non più visibile. Forse sostituito dal repertorio dei luoghi e delle istituzioni.

Alla luce di queste osservazioni credo che un progetto di raccolta dei toponimi attraverso Internet sia possibile se curato da un comitato scientifico ad hoc, come l'Università, e sostenuto con adeguati finanziamenti e collaborazioni.

Tuttavia si potrebbe già fare qualcosa di importante a cominciare dai numerosi repertori ed elenchi di nomi e toponimi di cui è ricca la provincia bergamasca e la storia dei nostri paese. Dal "Codice Patetta" agli estimi, dai dizionari alle corografie, dagli indici ai catasti Napoleonico e Austriaco. E dalle ricerche manoscritte di Antonio Tiraboschi che ha descritto circa 4000 toponimi e ne ha censiti altri 8000 circa, come nel precedente intervento ha detto Mimmo Boninelli.
Molte voci poi sono spesso replicate, per cui basterebbe un elenco delle voci principali da relazionare con i Comuni, frazioni e località, indicando la localizzazione geografica del toponimo, utilizzando la carta IGM al 25000, e le sigle del meridiano e del parallelo o le coordinate GIS satellitari.
Il effetti il toponimo appare così come un atomo, intorno al quale danzano vari significati e luoghi e persino pezzi di storia dei nostri paesi.
Per questo potrebbe bastare un database semplice ma efficace, come un foglio di calcolo, a cui assegnare ed aggiungere le appartenenze geografiche, le descrizioni e i significati.
Tutto questo dovrebbe essere svolto online: raccolta dei toponimi, verifica, correzione, assegnazione dei significati, posizione geografica e pubblicazione dei dati in forma di "Open data". Eventualmente nelle tre modalità, quella semplificata delle voci di repertorio, quella approfondita del dizionario toponomastico dei significati o quella geolocalizzata dell'atlante geografico.
Questo abbatterebbe di circa la metà i costi richiesti dalla stampa cartacea e dalla sua distribuzione, che rimarrebbe assai limitata rispetto alla diffusione tramite  Internet.

Sono disponibile a collaborare in tal senso, per realizzare un modulo di raccolta dei toponimi online, a cui potrebbero contribuire i centri di ricerca locale qui presenti, ed altri che volessero dare il loro contributo al progetto.
Spero che questo convegno possa porre le basi per un'iniziativa culturale di questo genere, in tempi non troppo lontani, in modo da elaborare un Repertorio oppure un Dizionario o un Atlante dei toponimi bergamaschi.
La Provincia di Bergamo e gli enti interessati dovrebbero darsi questo obiettivo come arricchimento culturale e risorsa turistica, sapendo che occorre comunque tempo, investimenti, competenza e passione.

Recentemente, in Alta Valcamonica, la giovane artista Chiara Trivelli ha realizzato un'audioguida Co de Ros. Un Pater Noster e dieci Avemarie davvero innovativa, trasmessa su Radio Rai3, che vi segnalo sulle nuove modalità per far conoscere il territorio. Ci conduce lungo una stradina di montagna ormai abbandonata tra Vione e Temù. Si tratta della strada rurale di Sant’Alessandro, un breve tratto dell’antica via Valeriana che un tempo collegava tutta la Valle Camonica.
L'audioguida è stata realizzata dagli stessi abitanti dei due paesi, che raccontano in dialetto, con filastrocche e proverbi, la storia di quei luoghi e delle loro antiche tradizioni.
È un processo di riappropriazione non solo di un luogo, ma anche di un passato la cui memoria secolare sembra essere stata rimossa nel giro di pochi decenni col tramonto dell’economia agro-silvo-pastorale. Anche in questo modo si potrebbero valorizzare i toponimi locali, con una guida dedicata alla "via dei toponimi bergamaschi".
Ci potrebbero essere altri itinerari turstici, come "la via dei magli o dei mulini", "la via dei castagni", "la via dei ciliegi", "la via del formaggio", "la via del baco da seta", "la via dell'acqua", "la via degli uccelli", "la via del cemento", "la via del vino", "la via degli ulivi" ecc., in cui fare rivivere la storia delle nostre tradizioni secolari, delle attività contadine, delle sagre e dei cibi, insieme ai nostri toponimi che vanno scomparendo.

Siamo alla vigilia della Giornata della Memoria della Shoah.
Umberto Curi ha detto che la memoria è tenere a mente, ricordare è tenere nel cuore. Mentre scordare è togliere dal cuore e dimenticare è togliere dalla mente.
Tocca a noi fare in modo che questo non succeda per avvenimenti terribili come il genocidio degli ebrei, ma anche per la memoria dei nostri luoghi e per il nostro passato. Anche i toponimi sono un piccolo tassello del grande mosaico della memoria e della storia.

(Bernardino Pasinelli, 26 gennaio 2013)
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Piercarlo Belotti, Antonio Foglio, Gianfranco Ligasacchi
Borghi, ville e contrade. Il nome e il volto dei luoghi di San Felice del Benàco.

Comune di San Felice al Benàco e Ateneo di Salò.
Quaderni dell'Ateneo di Salò, N. 2, dicembre 2008, pp. 205, con foto, mappe tematiche e una gran­de mappa a colori dei toponimi.

Titolo forse fuorviante ma illuminato dal sottotitolo il nome e il volto dei luoghi, per un libro che prosegue la ricerca sulla toponomastica iniziata nel 1996 con la pubblicazione della toponomastica di Tosco­loano Maderno(1) e ora di San Felice al Benàco.
E' dedicato alla memoria di Piercarlo Belotti, uno degli autori, scomparso prima di poter vedere pubblicato questo volume collettivo e sindaco di Gardone Riviera dal 1993 al 1999.

La ricerca toponomastica è un terreno fragile, spesso frutto di fantasie e della volontà di avvallare asserzioni personali dei ricercatori e di dare una certa notorietà a un luogo, come dice Pierino Bo­selli nella introduzione al suo “Dizionario di Toponomastica Bergamasca e Cremonese”, edito a Fi­renze nel 1988. Infatti i significati dei termini antichi si smarriscono in tempi lontani e sono legati alle attività dell'uomo ormai dismesse e alla morfologia del territorio ormai irriconoscibile, confon­dendosi con origini idiomatiche più spesso parlate che scritte. Si tratta di una ricerca difficile, in cui il rigore scientifico e metodologico spesso fa fatica a trovare la giusta applicazione ed attenzione da parte degli studiosi. Se la parola scritta può rappresentare un'ancora di salvezza, un motivo di speranza per il nostro tempo così difficile e complesso, allora è indispensabile cercare anche il senso del nome dei luoghi in cui viviamo e che hanno rappresentato e rappresentano la nostra storia civile. I due volumi che presentiamo, sono emblematici di un approccio decisamente originale e mirabile, sia dal punto di vista metodologico per il rigore scientifico con cui sono ricostruiti i toponimi, sia dal punto di vi­sta documentario per la precisione con cui sono indicate le fonti dei toponimi stessi. Inoltre ci piace segnalare questa ricerca per la vicinanza fonetica dei toponimi di area bresciana con quelli del territorio bergamasco e per il contributo importante che rappresenta nel rilancio della toponomastica come scienza storica e filologica e non come suggestiva magia fantasiosa. Nella nostra provincia non sono numerosi gli studi di toponomastica, che vanno affiancati anche allo studio del dialetto bergamasco e al suo dizionario, in primis quello più noto del Tiraboschi, ma che meriterebbero nuovi studi e confronti con l'area bresciana, camuna, brianzola, comasca, mi­lanese e valtellinese. Almeno con l'area lombarda e magari con tutto l'arco alpino del nord Italia. Se tralasciamo quelli più antichi e l'originale indice toponomastico altomedievale del territorio bergamasco di Sergio Del Bello, rimasto purtroppo come una mosca bianca, troviamo so­prattutto numerose opere locali, di cui è lecito dubitare per la mancanza di metodo scientifico e di povertà nelle fonti documentarie e bibliografiche. Ogni studio può fornire un contributo alla costruzione di una mappa toponomastica, tuttavia occorre dapprima una pianificazione del progetto di ricerca sul piano metodologico e quindi un approfondimento che potrebbe trovare nuovo im­pulso dall'uso delle tecnologie informatiche, trovando in Internet il lievito di una proficua collabora­zione e confronto. I volumi bresciani su Toscolano Maderno e su San Felice del Benàco sono una felice sorpresa nel panorama degli studi toponomastici. Innanzitutto vi è la scelta di delimitare la ricerca ad un territorio ben definito e circoscritto e di citare per ogni toponimo la fonte archivistica, gli estimi, i catasti e la cartografia moderna da cui l'etimo deriva, tanto da citare oltre trenta tipologie diverse di fonti, a partire dal sec. XV. Inoltre la ricerca documentale è stata prece­duta e accompagnata da innumerevoli interviste agli anziani dei luoghi, svolte anche con l'ausilio dei laboratori didattici delle scuole secondarie di primo grado, per individuare la pronuncia originaria dei nomi e per conoscere anche quelli che, per svariati motivi, non sempre risultano sulle carte ufficiali. La scelta dei criteri di edizione è stata sicuramente corretta e rappresenta una traccia per tutti coloro che vogliono fare ricerca toponomastica con criteri scientifici. Per ogni toponimo sono indicate le coordinate della carta dell'Istituto Geografico Militare in scala 1:25.000, con le due cifre del meri­diano e le altre due del parallelo. Oltre alla scrittura ufficiale, tratta da fonti cartografiche, d'archivio o bibliografiche, vi è la scrittura in forma dialettale e la descrizione geografica del luogo a cui il toponimo si riferisce. Infine vi è la spiegazione etimologica del toponimo che propone le più valide ipotesi fatte negli studi di toponomastica con riferimenti alle opere citate oppure offrendo nuove spiegazioni e an­teponendo l'asterisco quando la voce viene ricostruita in via del tutto ipotetica. E occorre precisare che si tratta di circa 800 lemmi per Toscolano Maderno e di circa 1000 per San Felice al Benàco. Anche per la ricostruzione dei termini latini, si indica l'uso del latino classico sino al primo secolo d. C., del tardo latino per i secoli tra il II e il V sec. e del latino medioevale per l'Alto Medioevo e il Basso Medioevo, con le diverse indicazioni di parlato, volgare, ecc. Strumenti molto utili sono il glossario, le sigle bibliografiche e la trascrizione fonetica del dialetto. Fondamentali sono la classificazione storica e semantica dei toponimi, che hanno consentito il dise­gno di tavole tematiche dei toponimi medievali, napoleonici, di formazione prediale, relativi alla presenza di acqua, alla fauna, alle forme del terreno, alle attività agricole e silvo pastorali, a quelle extra agricole e produttive, agli edifici, alla vegetazione. Non mancano gli elenchi delle strade e delle contrade con belle foto cartografiche e tavole, l'elenco dei cognomi e soprannomi, oltre cinque pagine di bibliografia e il lungo indice finale dei toponimi. Mi piace segnalare il debito di riconoscenza per la metodologia operativa mutuata da Carlo Alberto Mastrelli, in particolare dal suo saggio “Toponomastica: una ricerca complessa", in “I nomi di luogo in Umbria. Progetto di ricerca”, Quaderni Regione dell'Umbria, collana di toponomastica, Perugia, vol. II, 1994.

Se dal lago di Garda si stia rilanciando una nuova stagione per la scienza toponomastica, non tocca a noi dire. Certamente alla vicina provincia di Trento va l'oscar di una lunga opera di studi toponomastici che hanno influenzato positivamente anche la ricerca sul Garda. Infatti Trento ha costituito il più ricco e completo database di toponimi d'Italia, che si può consultare su Internet, arricchito dalla individuazione cartografica e dall'ascolto della pronuncia sonora, anche se le spiegazio­ni sono sin troppo sintetiche, forse per evitare quelle fantasiose tanto diffuse. Vi sono indicati i toponimi di tutti i comuni della provincia di Trento, frutto di decenni di ricerca e studi. Per questo auspichiamo un rilancio dei progetti di ricerca toponomastica ed odonomastica, più organici e basati su metodi scientifici, storici e filologici di maggiore rigore e documentazione, a partire dal censimento e dallo studio dei toponimi delle pergamene, degli inventari d'archivio, dagli estimi, dalle mappe catastali e dagli stradari, degli studi di storia locale, come il lungo elenco dei toponimi raccolti nel libro "Confini dei Comuni del territorio di Bergamo, 1392-1395" a cura di Vincenzo Marchetti, con indici a cura di Paolo Oscar, Bergamo, 1996. O come quelli di cui l'Ateneo di Salò si è fatto promotore sul lago di Garda, che necessitano di ulteriori risorse e investimenti per proseguire e completare lo studio con l'approdo ad Internet.

(Bernardino Pasinelli)
recensione pubblicata sui Quaderni di Archivio Bergamasco

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(1) Piercarlo Belotti, Antonio Foglio, Gianfranco Ligasacchi, Borghi, ville e contrade. Il nome e il volto dei luoghi di Toscolano Maderno. Comune di San Felice al Benàco e Ateneo di Salò. Quaderni dell'Ateneo di Salò, N. 1, Maggio 1996, pp. 209, con foto e mappe tematiche.

Gli stessi autori hanno pubblicato:
- Borghi, ville e contrade. Il nome e il volto dei luoghi di San Felice al Benàco. Comune di San Felice al Benàco e Ateneo di Salò. Quaderni dell'Ateneo di Salò, N. 2, Dicembre 2008, pp. 206, con foto e mappe tematiche.

- Borghi, ville e contrade. Il nome e il volto dei luoghi di Gardone Riviera, Comune di Gardone Riviera e Ateneo di Salò, Quaderni dell'Ateneo di Salò, N. 3, Marzo 2009, pp. 223, con foto e mappe tematiche.